PSYCHO

A QUIET KIND OF MADNESS

Non c’è nulla di più inquietante di ciò che sembra normale. Un volto rassicurante, gesti misurati, abiti impeccabili. Poi una porta socchiusa, uno strumento affilato, uno sguardo che resta qualche secondo più del necessario.

In Psycho, catalogo realizzato per Santaniello, la moda maschile entra in una scena sospesa tra atelier e set cinematografico. Il modello evoca l’ambigua normalità di Norman Bates, mentre la luce — netta, laterale, quasi clinica — trasforma ogni gesto quotidiano in un indizio.

L’omaggio al capolavoro di Alfred Hitchcock non passa attraverso la citazione letterale, ma attraverso il dubbio. Perché l’orrore più efficace non è quello che si mostra: è quello che resta appena fuori campo

Ritratto editoriale maschile ispirato all'atmosfera del film Psycho. Un modello con lo sguardo perso nel vuoto si appoggia ad un porta mentre con un oggetto appuntito sfiora la sua guancia. Fotografia di Paolo Esposito Fotografo
Modello ritratto da Paolo Esposito, appoggiato a un banco da lavoro di uno scultore, in un ritratto fashion dai toni caldi.
Ritratto in bianco e nero di Paolo Esposito con giacca a quadri, ciotola e spatola in un laboratorio.
Un modello indossa una giacca sartoriale all'interno di uno show room di sculture. Luce cinematografica ispirata al film Psycho. Fotografia di Paolo Esposito Fotografo
Un modello sdraiato sotto il tavolo da lavoro di uno scultore, allunga la mano per prendere uno strumento di lavoro. Luce cinematografica ispirata al film Psycho. Fotografia di Paolo Esposito Fotografo
Un modello all'interno di un atelier di uno scultore indossa una giacca sartoriale di Biagio Santaniello. Luce cinematografica ispirata al film Psycho. Fotografia di Paolo Esposito Fotografo.